Mauritius

“Dio creò Mauritius e poi il Paradiso terrestre”

Mauritius
Arrivando sull'isola, lo scrittore americano Mark Twain osservò che “Dio creò Mauritius e poi il Paradiso terrestre”: ma non è necessario essere giganti della letteratura per cogliere la straordinaria bellezza di questo gioiello dell’Oceano Indiano. Natura rigogliosa e fascino esotico la rendono una meta unica, fatta di acque azzurre e filari di palme, montagne verdissime e un affascinante melting pot di culture che si esprime negli edifici, nella cucina, nelle feste popolari: in breve, una scelta vincente per chi vuol vivere la propria luna di miele nella più romantica delle scenografie. 

Un soggiorno esclusivo, mare cristallino, natura rigogliosa e spiagge candide? Uno scenario splendido, certo: ma è solo la cornice dove si può vivere un viaggio di nozze da sogno. Mauritius è infatti ricca di hotel e resort che sembrano fatti apposta per diventare un nido d’amore: che appartengano a catene alberghiere internazionali o alle altrettanto raffinate catene mauriziane, gli alberghi dell’isola offrono tutti i confort di un servizio qualificato da eleganza, raffinatezza e discrezione, e considerato fra i più esclusivi al mondo. Caratterizzate da ambientazioni e servizi di prestigio, le strutture ricettive offrono alle coppie mille opportunità per una vacanza a due davvero indimenticabile: gli sposi potranno farsi coccolare con sistemazioni in camere de luxe, romantiche cene a lume di candela, mini-crociere alla scoperta delle isolette e della barriera corallina, trattamenti benessere per lei e per lui.

CLIMA: Il clima è di tipo subtropicale, mite tutto l’anno. Le stagioni tipiche dell'emisfero australe sono due: estate da novembre ad aprile, e inverno da maggio a ottobre. In estate la media delle temperature è di 30°C sulla costa, il clima è caldo-umido e il mese più caldo è febbraio, periodo consigliato per immersioni e pesca d’altura. In inverno la temperatura varia da i tra i 24°C di giorno sulla costa e i 17°C notturni, e il clima è rinfrescato dagli alisei (venti tropicali costanti). Periodo consigliato per il surf. In ogni periodo dell'anno, salendo sull’altopiano, le temperature subiscono una diminuzione, in genere intorno ai 5°C.

LE LOCALITA’ PRINCIPALI… 
Mappa alla mano, prendete come punto di riferimento il centro del Madagascar. Bene, ora spostate lo sguardo alla vostra destra, a 855 km di distanza verso est, poco a nord del Tropico del Capricorno, l’isola di Mauritius. Sì, dovete aguzzare un po’ la vista, perché si tratta di un isola che è grande quanto un settimo della Sardegna. Mauritius e Rodrigues sono nate infatti circa 10 milioni di anni fa da eruzioni vulcaniche sottomarine. Ma non preoccupatevi: di tutta quell’attività oggi rimangono solo le forme degli antichi crateri. In lunghezza non supera i 58 chilometri, mentre in larghezza siamo intorno ai 47; a fare il giro di Mauritius si contano circa 160 chilometri di costa, circondata quasi interamente dalla barriera corallina (330km). 

PORT LOUIS: Sembra strano, visto che ci troviamo in un’isola tropicale, ma la prima cosa che si nota di Port Louis, la capitale, è il profilo dei grattacieli nati a partire dagli anni ‘90. L’imponenza di questi edifici, insieme al lussuoso design oriental-moderno del lungomare, il Waterfront, rappresenta solo l’aspetto più moderno della città con un pizzico di storia grazie alla presenza del Blue Penny Museum.  Basta salire nella Citadelle (Fort Adelaide), la fortificazione che gli inglesi costruirono nel 1835 sull’altura alle spalle di Port Louis, per ammirare la straordinaria varietà della tradizione mauriziana: chiese, minareti, templi indù, accanto alle vecchie ville coloniali. Per gustare il ritmo dell’isola, però, è meglio immergersi di nuovo nelle vie cittadine, e nel brulicare di persone di Chinatown e del mercato centrale. Qui si trovano spezie rare, frutta e verdura tropicale, erbe medicinali, tessuti pregiati, sari indiani, pareo e oggetti di culto.

GRAND BAIE: Gite in barca e immersioni al mattino. Shopping nel pomeriggio. Ristoranti, bar e locali la sera. Per chi teme più di tutto la noia, Grand Baie sembra avere un antidoto per ogni ora del giorno. Senza contare le spiagge che si susseguono nell'ampia baia che dà il nome alla località.

GIARDINI BOTANICI DI PAMPLEMOUSSES:  Visitare Pamplemousses significa soprattutto immergersi nella calma lussureggiante dei Sir Seewoosagur Ramgoolam Botanical Gardens (conosciuti ancora col vecchio nome di Royal Botanical Gardens). Nati per desiderio del governatore Mahé del Labourdonnais nel 1735, si sono poi andati arricchendo con l’arrivo di piante da tutto il mondo. Da non perdere le gigantesche ninfee amazzoniche, Victoria Regia, in quello che è stato definito “il più bel giardino dell’Oceano Indiano”. 

LE TERRE COLORATE DI CHAMAREL: Chamarel si trova al centro dell’isola, sul versante sud-occidentale. Le morbide ondulazioni del terreno presentano un ampio spettro di colori che vanno dal giallo al viola, a seconda dell’incidenza dei raggi solari. Dato il carattere vulcanico dell’isola, le terre colorate sono probabilmente dovute alle rocce vulcaniche raffreddatesi a diverse temperature e trasformatesi, nel corso degli anni, nelle attuali sabbie colorate.

UN PO’ DI STORIA… Sembrerà strano, ma l’isola è rimasta disabitata fino a quattro secoli fa. Sappiamo per certo che gli arabi la conoscevano già intorno al 1200 con il nome di Dina Arobi, l’“isola deserta”, ma è solo con la “scoperta” del portoghese Pedro de Mascarenas nel 1505, poi in successione con la colonizzazione olandese, francese e, infine, inglese che l’isola divenne terra abitata. Proprio i coloni europei – o quantomeno il loro impatto con l’ambiente naturale – sembrano essere la causa dell’estinzione di uno degli abitanti storici di Mauritius: il dodo, un uccello dall’aspetto buffo e un po’ sgraziato, avvistato per l’ultima volta verso la metà del XVII secolo.
I portoghesi non lasciano quasi traccia. Ma i francesi, arrivati all’inizio del XVIII secolo, dopo i primi anni di difficoltà, rendono Mauritius (nel frattempo diventata l’Ile de France) la colonia modello dell’Oceano Indiano. I problemi arrivano con la rivoluzione e con l’arrivo di Napoleone quando la colonia si allontana sempre di più dalla madre patria e gli inglesi se ne impadroniscono nel 1810. L’isola ritorna a chiamarsi Mauritius e la storia sarà comune a quella di tante colonie inglesi: prima entra a far parte del Commonwealth, raggiungendo l'indipendenza nel 1968 , poi si trasforma in repubblica autonoma nel 1992.
Con l’andare degli anni mercanti indiani e cinesi, insieme ad avventurosi europei venuti a cercar fortuna nelle colonie si insediarono nell’isola; il risultato di questo incrociarsi di popoli? Uno stupefacente incontro tra Europa, Asia e Africa, che ha dato origine ai quattro gruppi etnici principali: i creoli, gli indo-mauriziani, i sino-mauriziani e i franco-mauriziani. Stupefacente soprattutto perché, qui la convivenza è veramente serena e nell’isola non c’è alcun fenomeno di tensioni razziali. Con più di ottanta tra religioni e culti rappresentati la tolleranza che ogni mauriziano tributa agli altri gruppi religiosi non dovrebbe sorprendere più di tanto: le feste religiose nazionali sono più di venti perché il governo persegue da sempre una politica di integrazione e reciproco rispetto e la convivenza pacifica è ormai sull’isola un dato di fatto.

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