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Maldive - Oceano Indiano
La Repubblica delle Maldive è uno stato insulare di 349.106 abitanti (stima del 2005) composto da un gruppo di atolli situati nell'Oceano Indiano a sud-sudovest dell'India.
L'arcipelago dista 735 km da Sri Lanka ed è orientato in direzione nord-sud, estendendosi per 754 km in lunghezza e 188 in larghezza. È posizionato in buona parte prossimo all'Equatore (Malé è in una zona "di confine" comunque ancora vicina alla linea immaginaria equatoriale) e la parte estrema meridionale ne è a cavallo; fra 7°6'N e 0°41'S e fra 72°31'E e 73° 48'E.
Compongono l'arcipelago 1.190 isole coralline poggiate su basamenti di roccia calcarea e corallina, formatasi con evoluzioni periodiche e caratterizzata da molteplici strati di calcare e coralli formatesi con le numerose variazioni di livello delle acque ad iniziare da circa 60 milioni di anni fa, a seguito dell'emersione d'imponenti montagne dal fondo dell'Oceano Indiano. Gli atolli naturali sono 26 più 1 artificiale ognuno è formato da diverse centinaia di isole, di cui solo alcune abitate. Nell'intero arcipelago, le isole abitate sono 202, di cui circa un'ottantina adibite a villaggi turistici; le rimanenti sono deserte e talvolta costituite solo da un banco di sabbia in emersione. L'isola più grande è Fua Mulaku, situata nell'atollo di Gnaviyani, nel sud dell'arcipelago.
GEOGRAFIA: Le isole sono situate sia all'interno degli atolli sia lungo la barriera oceanica che delimita l'atollo separandolo dalle profonde acque oceaniche e proteggendo le acque interne dalle mareggiate. Le barriere oceaniche sono interrotte da canali detti pass (kandu in dhivehi) che permettono il ricambio delle acque interne dell'atollo, determinando però forti correnti in entrata e in uscita, specialmente durante le maree. In aggiunta a ciò, quasi tutte le isole sono circondate da una propria barriera corallina che racchiude una laguna.
Le isole sono formate da una base di sabbia bianca risultante dall'erosione delle barriere coralline ad opera del mare, ma anche di alcune specie ittiche (come il pesce pappagallo o il pesce balestra titano) che mangiano il corallo per restituirlo sotto forma di sabbia insieme con le feci; l'elevazione massima è di 2 m s.l.m., non vi sono sorgenti d'acqua dolce e solo nelle isole di dimensioni maggiori è possibile scavare pozzi per raccogliere l'acqua filtrata dagli strati di sabbia. Nell'isola di Fua Mulaku si trovano laghi di acqua dolce.
CLIMA: Il clima delle Maldive è di carattere monsonico. Il monsone secco s'instaura da dicembre ad aprile ed è caratterizzato da piogge deboli e poco frequenti; il cielo risalta nel suo azzurro terso più facilmente. Il monsone umido, da maggio a novembre, porta piogge torrenziali più frequenti che possono durare alcune ore e talvolta giorni interi; il cielo risulta più spesso velato o soggetto a passaggi nuvolosi. Il vento è generalmente a regime di brezza debole (5-10 nodi), ma può divenire moderato (15-20 nodi) anche per giorni o settimane, specialmente nei periodi di cambio del monsone; raramente i picchi superano i 40-50 nodi e il più delle volte ciò avviene prima di una breve pioggia torrenziale. Poiché sono situate (in gran parte) nella fascia tropicale equatoriale, le Maldive normalmente non sono soggette agli uragani. La temperature medie oscillano tra i 26° e i 31 °C tutto l'anno nelle zone intermedie tra il nord ed il sud dell'arcipelago, con ovunque escursioni termiche giornaliere e notturne molto contenute; la minima temperatura mai registrata fu di 17,2 gradi (probabilmente vicina alla minima assoluta che si sia mai potuta raggiungere all'interno dell'arcipelago) l'11 aprile 1978, mentre una famosa alta, 36,8 °C, fu raggiunta il 19 maggio 1991. Ma è accertato sia stata superata in qualche altra occasione all'interno dell'arcipelago, però dove non fossero presenti rilevatori sufficientemente attendibili per divulgare un dato preciso, il tutto per deduzione (vi sono stati sprazzi molto caldi e ci sono periodicamente, comunque tutt'altro che di frequente).
Il mese più caldo è aprile, anche se i più secchi e soleggiati risultano febbraio e marzo; inoltre la costante presenza della brezza monsonica e "l'aria quasi incontaminata" attenuano la sensazione di calore e di afa; la brezza mitiga l'umidità relativa media decisamente alta ma costante nel corso della giornata, rendendo il clima al di fuori dei periodi molto piovosi, sicuramente apprezzabile. La temperatura dell'acqua oscilla fra i 28-29 °C delle acque extralagunari e i 30-32 °C delle lagune; inoltre all'interno degli atolli il termoclino è pressoché nullo.
Le massime precipitazioni si verificano nei mesi fra maggio e dicembre (200-250 mm/mese), mentre in febbraio e marzo sono molto ridotte (50-80 mm/mese); gennaio e aprile sono mesi di transizione, con precipitazioni che variano di anno in anno (intorno ai 160 mm/mese). In corrispondenza del cambio del monsone (metà maggio e fine novembre) si producono spesso violenti acquazzoni o temporali, con venti intensi
ETNIE: La popolazione maldiviana è ritenuta di origine indiana o araba, in seguito mescolatasi con ondate migratorie provenienti dall'Africa del Nord e dallo Sri Lanka. L'unica minoranza etnica è costituita da un gruppo di commercianti indiani insediatisi a Malé nei primi anni del XIX secolo; essa è composta da alcune centinaia di individui che costituiscono anche l'unica minoranza religiosa, essendo di fede sciita. Negli ultimi anni si è verificata una notevole immigrazione dallo Sri Lanka, dall'India e dal Bangladesh a scopo d'impiego presso i villaggi turistici.
RELIGIONE: L'unica religione praticata nelle Maldive è l'Islam sunnita. Nel paese non esiste libertà di culto, nel 2008 un emendamento costituzionale ha negato ai non musulmani di poter ottenere la cittadinanza maldiviana. Nonostante ciò la Chiesa cattolica, almeno a livello formale, considera il territorio maldiviano facente parte dell'arcidiocesi di Colombo, nello Sri Lanka, a partire dal 1886. L'islamismo praticato alle Maldive ha caratteristiche particolari a causa del fatto di essere venuto a contatto sia con le antiche tradizioni locali che con i costumi e gli stili di vita dei molti turisti occidentali che visitano le isole. Le donne, ad esempio, nella capitale usano camminare anche senza velo, mentre nei villaggi, più isolati, le ragazze dopo la pubertà usano coprirsi su tutto il corpo ad eccezione del volto.
CULTURA: Le Maldive si trovano in mezzo a rotte commerciali, e’ per questo motivo che i coloni e i visitatori delle regioni circostanti e del resto del mondo si sono trovati a passare da queste isole, come testimoniato dagli archivi storici. Questo flusso continuo di persone e culture ha lasciato nei maldiviani un segno nella loro lingua, nelle loro credenze, nella loro arte e nei loro modi di fare. L’aspetto maldiviano può distinguersi, tra un atollo e l’altro, per i diversi geni ereditati dagli Asiatici del Sud e Sud-est, dagli africani e dagli arabi. La lingua, il Dhivehi, cambia in alcune regioni del sud delle Maldive a seconda del dialetto; differisce anche per via dell’isolamento geografico e del sussistente stile di vita. Le credenze maldiviane si basano sulla religione e sulla superstizione, spesso fuse insieme in situazioni importanti, ma con posizioni diverse nella società. Per quanto riguarda la fede, l’islam e’ la religione dominante, ma l’influenza del sovrannaturale continua ad avere un ruolo molto importante in molte comunità, che tuttavia credono nelle tradizioni buddiste dei precedenti invasori, prima della conversione all’islam nel 1153 DC. La fusione di varie culture si può notare nell’arte maldiviana. La musica, suonata con il bodu-beru (un grande tamburo), somiglia al rullo di tamburo africano. Il dhoni (una barca a vela unica) e’ una forma d’arte, creatasi grazie ad alcuni artisti navali specializzati, che ha notevoli rassomiglianze con le barche arabe. L’eccellente abilità artistica maldiviana, che si può ammirare nei particolari intricati delle travi di legno delle antiche moschee, rappresenta ciò che si e’ ereditato dall’architettura dell’Asia del Sud. Poi c’e l’indefinito: i vari disegni geometrici usati nel tessuto dei tappeti che si fanno con materiali locali, le scollature ricamate dei vestiti tradizionali da donna e i loro ornamenti, ci fanno scoprire un’altra parte della storia di una cultura sconosciuta, filtrata nella società maldiviana. Gli abitanti delle Maldive sono piuttosto aperti e si adattano facilmente, accogliendo ispirazioni provenienti da altri Paesi. La cultura si e’ evoluta ininterrottamente col tempo. Gli isolani mangiano ancora pesce e i pescatori trascorrono tuttora le loro giornate in mezzo al mare, anche se oggi il turismo ha una notevole importanza. Molti maldiviani credono ancora in un’unita’ da sostenere e nell’unione della fede, anche se recenti ondate di riforma nel Paese hanno creato una cultura completamente nuova, con idee e modi di fare diversi. Gli effetti di un mondo moderno si adattano alla cultura antica, mentre si cerca di mantenere l’identità, le tradizioni e le credenze del popolo maldiviano.
TURISMO: La risorsa economica principale è il turismo che costituisce circa il 20% del PIL. Gran parte delle entrate statali sono costituite da imposte e tasse legate al turismo o a dazi sulle importazioni. Le isole destinate a divenire resort turistici, con o senza animazione vengono date in concessione a società estere, spesso basate negli Emirati Arabi Uniti, che vi costruiscono il resort e lo gestiscono per un certo numero di anni, stringendo accordi commerciali con le agenzie o gli operatori turistici esteri che inviano i propri clienti. Allo scadere della concessione, l'isola e tutto ciò che vi è stato costruito ritorna in possesso del governo maldiviano che solitamente rinnova la concessione o la affida ad un'altra società. Cittadini di tre paesi europei si dividono circa la metà dell'afflusso turistico dell'arcipelago: 19.7% Italia, 17.9% Regno Unito, 11.8% Germania, 50.5% altri.
LA NATURA: Il Presidente delle Maldive, immergendosi sott’acqua col Consiglio dei Ministri, ha dato un nuovo volto all’associazione tra le Maldive e “l’ambiente”. Il mondo ora sa quanto le Maldive siano dipendenti dal loro ambiente naturale. La natura condiziona direttamente tutte le sfaccettature della vita maldiviana. Le isole sono protette da migliaia di barriere coralline dalla quale vita dipende il loro futuro. I coralli hanno bisogno che i loro infiniti abitanti si nutrano di essi per assicurare la loro ricrescita. Gli isolani necessitano di pesci per nutrirsi e le isole della bellezza dei coralli per assicurarsi un turismo proficuo. Tuttavia, la cosa piu’ importante e’ che gli abitanti delle Maldive, cosi’ come i turisti, si prendano cura delle bellezze naturali affinche’ queste sopravvivano, rendendo queste isole il posto piu’ magico sulla terra. Sono state fatte parecchie leggi per offrire protezione naturale alle altrimenti fragili 1.190 isole. Nel 1995, importanti zone marine sono state nominate zone protette. Specie marine in via di estinzione come lo squalo balena, le tartarughe marine, i delfini ed i coralli, sono anch’essi protetti dalla legge. Hanifaru, nell’ atollo di Baa, una baia che sembra una laguna, e’ tra le aree protette piu’ recenti. Questa zona e’ altamente popolata da razze che si radunano, arrivando da tutte le parti delle Maldive, per cibarsi del plancton portato dalle correnti nella laguna.
CUCINA: Il pesce e il riso sono gli ingredienti principali della cucina delle Maldive, carne e pollo sono mangiati solo in occasioni particolari. Il turista, scegliendo un viaggio alle Maldive, troverà fra i piatti nazionali pesce fritto, pesce al curry e zuppa di pesce. La bevanda locale è il raa, un vino di palma dolce. Fatta eccezione per il cocco, sulle isole delle Maldive non cresce molta frutta e verdura, quindi la maggior parte è importata.
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